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I BENEFICI DEI SEMI E DELL’OLIO DI CANAPA

I semi di canapa appartengono senza dubbio alla categoria di semi da olio di maggiore importanza alimentare e fisiologica. Da secoli vengono usati per l’alimentazione umana. Fino all’epoca della seconda Guerra l’olio di canapa era un noto olio vegetale. Solo dopo alla Guerra la canapa venne messa da parte in seguito al proibizionismo mondiale della Marijuana. Da circa dieci anni assistiamo ad un suo diffondersi nelle varietà povere di sostanza stupefacente, come materia prima e base per la produzione di fibre e seme di alta qualità. Oggigiorno semi di canapa da coltivazioni certificate e ed olio di canapa spremuto a freddo vengono offerti nei negozi di prodotti naturali, supermercati, farmacie e negozi specializzati con i prodotti da canapa. La scienza ha scoperto l’elevato valore dell’olio di canapa solo negli ultimi anni e profetizza alla canapa oggi un grande futuro come pianta da olio.

I semi di canapa contengono tutti gli otto aminoacidi essenziali. L’organismo umano è in grado di ricavare ed elaborare dalle proteine della canapa tutte le proteine di cui abbisogna. La vitamina B ed E sono presenti in grande quantità nei semi di canapa. L’olio di canapa contiene una percentuale insolitamente alta di acidi grassi polinsaturi (circa il 90%), che hanno una importanza fondamentale per l’alimentazione umana. In particolare gli essenziali acidi linoleici (50-70%) ed alfa linolenici sono particolarmente rilevanti. Da 10 fino a 20 grammi di olio di canapa sono sufficienti per coprire il fabbisogno giornaliero di questi acidi grassi di un organismo umano. I semi di canapa e l’olio di canapa rappresentano con questi componenti un alimento particolarmente prezioso dal punto di vista fisiologico-alimentare. Inoltre ci sono molti possibili impieghi terapeutici.

Particolare attenzione merita in questo contesto un ulteriore componente. La canapa rientra nella categoria ristrettissima di piante da olio i cui semi contengono l’acido gamma linolenico (GLA: 2-4%). la carenza di acidi gamma linolenici può condurre a disturbi della sintesi della prostaglandina.Con l’immissione per via alimentae di questi acidi gamma linolenici si possono risolvere questi disturbi di ricambio dei grassi.

L’assunzione di acidi gamma linolenici può inoltre influenzare positivamente diversi disturbi, tra cui la neurodermite, la sindrome premestruale, l’artrite reumatoide, la neuropatia diabetica, per citare solo gli ambiti d’utilizzo più importanti. L’azione si basa soprattutto sul miglioramento della formazione della prostaglandina.

L’acido alfa linolenico ha efficacia simile a quella dell’olio di pesce, e può quindi essere utilizzato nei casi di malattie del sistema circolatorio e di infiammazioni croniche.

Dal punto di vista botanico si tratta dei frutti della canapa, di una piccola noce, ricoperta di uno strato sottile, lucido e duro. I semi, ricchi di sostanze nutrienti, sono marroni fino a grigio-neri, talvolta anche di color verde-grigio. Il diametro dei semi di canapa è in media dai 3 ai 4 mm.

Contengono mediamente 28 – 35% di sostanza grassa, 30 – 35% di carboidrati, 20 – 24% di proteine ed un’elevata percentuale di vitamina B, rispetto ad altri alimenti di origine vegetale, (in particolare della vitamina B1 e B2), di vitamina E, calcio, magnesio, e ferro. Il contenuto delle sostanze nutritive assimilabili è in media del 29% degli oli, del 13% delle proteine e del 17% dei carboidrati.

Il contenuto di proteine dei semi di canapa è di circa 20-24% ed è quindi, paragonato ad altri semi da olio, come per esempio i semi di lino con il loro contenuto di proteine di 18%, alquanto elevato. Le proteine vengono suddivise nei loro componenti costitutivi, gli aminoacidi, nel tratto stomaco-intestino. Il valore nutritivo di una proteina viene definita essenzialmente dalla composizione degli amminoacidi. Otto di questi 21 aminoacidi non sono prodotti dall’organismo umano, devono essere assunti dall’esterno perché l’organismo abbia a disposizione le proteine indispensabili in quantità sufficiente. Questi otto amminoacidi vengono quindi denominati essenziali.

Una proteina qualitativamente secondaria ha un contenuto di amminoacidi essenziali sfavorevole, cioè non ne ha affatto o in quantità ridotte. Per esempio la soia contiene fino al 48% di proteine, ma mancano alcuni amminoacidi essenziali. Il fabbisogno umano di proteine non può venir coperto dalla soia.

La canapa contiene con il 20-24% solo la metà delle proteine totali contenute nella soia, tuttavia sono presenti tutti ed otto gli amminoacidi essenziali. La proteina è dunque qualitativamente superiore nella canapa rispetto alla soia. Dalle proteine dei semi di canapa l’organismo umano può trarre tutte le proteine essenziali.

Qual è il fabbisogno giornaliero di un adulto in fatto di proteine? Questo fabbisogno oscilla, a seconda del peso corporeo e dell’attività fisica, tra i 45 ed i 120 grammi al giorno, per aumentare in presenza di attività molto pesante. Un piccolo confronto: con circa 300 grammi di semi di canapa si assimilano 60-70 grammi di proteine.

Accanto alle proteine gli acidi grassi sono i componenti più importanti dei semi di canapa. Dai semi si estrae un prezioso olio con caratteristiche fisiologico-alimentari eccellenti ed un gusto caratteristico.

Dai preziosi semi di canapa si estrae un olio altrettanto pregiato tramite un processo di spremitura molto delicato. Essendo racchiuso in una “buccia” dura, il seme viene protetto da fattori esterni, in particolare acidi e luce. Per la produzione di olio il seme viene spremuto fino alla fuoriuscita dell’olio. Qui è necessaria una certa cautela. Con la spremitura si innalza la temperatura e con un elevarsi eccessivo le proteine ed i grassi si modificano. Tanto le proteine quanto gli acidi grassi polinsaturi reagiscono alle temperature elevate.

Le proteine si snaturano a partire da temperature superiori ai 40°, si modificano nella loro struttura chimica. Questo può condizionare l’assimilazione degli amminoacidi. Per quanto riguarda i grassi contenenti acidi grassi insaturi, a partire da temperature di 50° avvengono delle modificazioni. Le catene doppie vengono interrotte e si trasformano negli acidi grassi saturi, meno preziosi dal punto di vista fisiologico ed alimentare. Nella spremitura dunque le temperature non dovrebbero salire oltre i 40°. Se si raggiungono inoltre temperature assai più elevate, come per esempio se si fa friggere l’olio, si a vrà come conseguenza l’insorgere di sostanze tossiche.

Il risultato della spremitura a freddo dei semi di canapa è un olio di qualità con un caratteristico gusto ed il colore altrettanto tipico, verde, dell’olio di canapa. A causa del limitato sviluppo di calore durante la spremitura si mantengono inalterati i valori dei suoi preziosi componenti. I più importanti sono gli acidi grassi polinsaturi, i linoleici e l’alfa-linoleico, oltre al raro gamma-linolenico,alle proteine ed alle vitamine.

Gli acidi linolenici ed alfa-linolenici sono acidi grassi essenziali, cioè non vengono prodotti dal nostro organismo, eppure sono vitali, da ricercare necessariamente negli alimenti.

Lo svantaggio di questo processo di spremitura consiste nel quantitativo relativamente basso di olio prodotto, rispetto alla spremitura a caldo o a quella tramite solventi chimici.

Ci pare importante sottolineare che Verdesativa utilizza solo ed esclusivamente olio di canapa prodotto da semi di propria produzione.Questi semi, coltivati in azienda biologica certificata, vengono spremuti a freddo in un oleificio biologico, per salvaguardare la qualità eccezionale di quest’olio e soprattutto per garantire l’elevato standard qualitativo dei propri prodotti.

Nell’ottica di una diffusione progressiva della cultura della canapa, Verdesativa si propone di inserire sul mercato anche l’olio alimentare di Canapa, che viene apprezzato per le sue virtù terapeutiche in molti paesi stranieri. Sperimentazioni ad altissimo livello si stanno effettuando per la cura di disturbi di lieve o anche gravissima entità come per esempio di dermatiti atopiche, psoriasi, acne, disturbi cardiovascolari, artrite reumatoide ed altri disturbi infiammatori, osteoporosi, PMS, menopausa, sclerosi multipla, diabete, depressione cronica, postparto, ecc….. Questi studi vengono portati avanti faticosamente, anche perché la ricerca scientifica è finanziata dall’industria farmaceutica, che non ha uno specifico interesse nello sviluppo di un rimedio naturale, economico ed alla portata di tutti.

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